giovedì 24 luglio 2014

voglio...avrò

Nella più profonda e sentita voglia di mandare tutto ciò che mi circonda a farsi fottere mi ritrovo senza sonno a scrivere di me sono la personificazione della testa di cazzo sempre scontenta e affamata di nuovo la routine mi lascia l'amaro in bocca,ho un carattere che non mi sopporto da sola è non reggo che quei pochi che ho accanto pretendano di cambiarlo se vuoi me mi pigli come sono senza se e senza ma....
Se nel lavoro do tutta me stessa per fare bene al contrario nella mia vita tutto sottosopra tutto da rivalutare un turbinio continuo di cazzate ma in fondo perchè negarmele????
A ritroso nel tempo mi rivedo a venti a trenta non vi è stato nessun cambiamento anzi oggi a quaranta so peggiorata ancora più insofferente e più stronza,quando perdo l'interesse per qualcosa tendo a distruggerlo nel modo più veloce possibile da non rimanere traccia nella  mente,ho perso il sonno,l'appetito ma non il desiderio di qualsiasi cosa che mi faccia star bene, che sia per me una sfida una conquista,non voglio essere capita voglio solo essere lasciata in pace eremita della mia mente ritrovo nella solitudine più di quanto qualsiasi altro essere umano sia riuscito a darmi,e prendo quando voglio ciò di cui ho bisogno,egoista si, forte capace di rialzarmi dopo ogni caduta,
reinventarmi ad hoc per sopravvivere al mio essere

chiunque abbia avuto un dolore così grande da piangerci fino a non avere più lacrime, sa bene che a un certo momento si arriva a una specie di tranquilla malinconia, una sorta di calma, quasi la certezza che non succederà più nulla. 

- C. S. Lewis

mercoledì 27 marzo 2013

Lui

Giorni di sguardi sottintesi e lusinghe più o meno mirate avevano acceso quella curiosità che è femmina 
Il capire dietro quel intrigante e affascinante personaggio che uomo c’era era una priorità 
Dopo il bacio azzardato sul collo durante il lavoro s’era creata una tensione erotica che non veniva tenuta nascosta da nessuno dei due ora bisognava aspettare il momento giusto 
L'attimo tanto atteso arrivò una sera a fine turno quando si ritrovarono da soli lui non accettò le scuse di lei per non cedergli in quel posto l’avvolse con tutto il suo volerla fino a renderla vulnerabile al suo tocco,le mani le percorrevano il corpo,i vestiti le furono tolti velocemente la prese contro il muro con il palmo della mano facendolo scivolare lungo la schiena la fece curvare lei appoggiò le mani su una sedia attese che lui la prendesse sentiva le sue dita dentro l'altra mano le stringeva un seno le sue labbra sulla schiena. Quando il suo membro le entrò dentro scivolando fra i sui umori restò muta gustandosi quella piacevole invasione...
i colpi la scuotevano il piacere aumentava ad ogni spinta sospiri ansiosi e voluttuosi riempivano la stanza 
si stacco da lei senza parlare si sedette sulla sedia... lei lo guardò negli occhi e si sedette su quel membro duro,comincio a cavalcarlo prima piano poi sempre più velocemente si fissavano per poi unire le loro bocche in baci profondi e fra le labbra si sussurravano il loro reciproco piacere...
la scosto di dosso la fece salire sulla sedia e sotto di lei comincio a leccarla piano la sua lingua la penetrava poi si soffermava a succhiarle il clitoride furono attimi interminabile in cui versò il suo piacere sulle labbra di lui 
Scossa da quel piacere emetteva grida soffocate dall'ansimare impulsivo quando lui la fece scendere dalla sedia la penetrò di nuovo ancora più voluttuosamente quando le disse vengo lei si ritrasse prese il pene con le labbra apri la bocca e lo succhio fino a all'ultimo spasmo di piacere voleva il suo piacere
voleva attingerlo alla fonte sentirlo dentro
come lei non avrebbe dimenticato quella sera nemmeno lui avrebbe mai dovuto farlo...

mercoledì 6 marzo 2013

Istigami

Ogni volta è così in un attimo senza bisogno di parole superflue istighi al possesso del tuo corpo un desiderio che va oltre il buonsenso, il pudore, ogni freno si abbandona al tuo sguardo che invade e devasta le tue mani che percorrono lembi di pelle amplificano il desiderio.Per ogni volta c'è nuovo da scoprire un brivido parte dal basso arriva allo stomaco rapita persa tua ogni volta di più ogni

martedì 3 gennaio 2012


Questo è quello che intendo
Quando dico che mi tormento nella mia follia personale.….
Su di te
Sono così presa
di questo tentativo che insiste,di attese,di voglie.
Di questa necessità che persiste,di averti nel profondo,di essere alla tua mercé
Dimenticando di respirare,dimenticando tutto
tranne che essere bruciata dal fuoco,come una falena a una fiamma.
Non essendo in grado di resistere non volendo resistere.


Un dolore che non ha fine
gli ho dato anche
un nome tanto mi è familiare
il suo non lasciarmi respirare
tra ricordi e attimi
ogni luogo ogni cosa parla
di ciò che non mi da pace
arranco ma tutto tace
rinchiusa nel mio angolo guardo
c’è qualcosa che non so…
c’è qualcosa che non hai…


La strada quasi deserta all’alba, incrocio poche macchine la pioggia continua, a picchiettare sul parabrezza nessun miglioramento il cielo incupito non lascia trapelare raggi di sole la radio copre con il ciarlare del dj il rumore dei tergicristalli, occhi sulla strada pensieri altrove questo viaggio senza meta allieta il mio umore chi se ne frega del tempo e della non destinazione.
Il tempo oggi non conta il telefono spento, fuori dalla quotidianità per una volta niente impegni niente responsabilità, le sigarette sul cruscotto ho voglia di un caffè al primo distributore mi fermerò. Accelero un po’ cerco di distrarre il mio io dalle solite cose a renderlo irresponsabile e un po’ cattivo perché no ...
So che aspetti... calmo niente riesce a smuovere il tuo aplomb, voglio coglierle le tue emozioni scompigliarti i capelli, lasciarti bendato legato e osservarti mentre al buio il resto dei tuoi sensi si amplifica.
Sono dall'altra parte della strada guardo verso la finestra ti vedo dietro la tenda, riconosco la sagoma del tuo corpo, cosa fai... un movimento, la tenda si sposta leggermente. Guardi in strada, non puoi vedermi coperta dal fogliame dell'oleandro. Io ti vedo, ti spio, il tuo sguardo che passa in rassegna parte della strada che è visibile, richiudi la tenda .Salgo le scale, la porta è socchiusa allora mi hai visto... con il palmo apro la porta, non ti vedo nella stanza una musica viene dall'altra camera la seguo ed eccoti seduto in poltrona con il viso appoggiato sul dorso della mano incontri il mio sguardo, sorridi ti alzi vieni da me.
Un abbraccio frenetico, bocca chiusa narici dilatate, sbuffando come tori da combattimento, baci, carezze, brancolando, armeggiando con bottoni chiusure ganci e occhielli.
Fino giacere in un mucchio disordinato d’indumenti.
Accarezzi il seno, stuzzicando i capezzoli con le dita, poi con la lingua. La tua bocca si alterna tra i capezzoli gonfi e le labbra, desideroso e smanioso di non lasciare lembi di pelle senza la carezza delle labbra.
Dalla caviglia al polpaccio per il mio interno coscia sento il caldo respiro e la punta della lingua, mi chiedi di stare ferma voglio disubbidire a quell’ordine le mie mani cercano la tua pelle bramando contatto. La carne morbida nudo sopra di me mi guardi le mani attraversano la linea dei fianchi risalendo fino alle spalle ti abbassi per posare le labbra sulle mie sento due dita entrare invadermi dolcemente le rigiri nell’umido piacere te le porti alle labbra e le lecchi non ha euguali il tuo sapore... il tuo odore ... sussurri, la mia mano cerca il tuo membro lo sento sul palmo lo stringo mi guardi continui a toccarmi con le dita scivolano fra i copiosi umori, il piacere cresce, prendi in giro il mio desiderio toccando appena con la cappella ne ho urgenza
con le gambe ti avvolgo, ho tirato dentro fino a quando ho potuto, non hai voluto sfuggirmi per continuare la tortura ora ti muovi dentro con vigore potente, scosse di piacere accompagnano i gemiti e parole smorzate.
Il tuo membro scavava nella mia pelle la tua schiena arcuata permette entrate più profonde ritirate e poi spinte, le mie unghie ti graffiano le natiche aumenti sempre più veloce profondamente… presi in quel movimento non si sarebbero distinti i corpi, un gemito... un grido, all’unisono fino a quando non sei esploso dentro, aggrappata per protrarre il piacere ti tengo stretto fino a quando rilassati e compiaciuti ci concediamo il tempo di suscitare di nuovo il desiderio.